Concordato preventivo, il debitore può sciogliersi solamente dai contratti a prestazione corrispettive non ancora eseguiti da entrambe le parti


Con la pronuncia n. 26568 del 23 novembre 2020 la Corte di Cassazione è intervenuta nuovamente sulla disciplina dei contratti pendenti al momento della presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo, regolata dall’art. 169 bis delR.D. n. 267/1942 (c.d. legge fallimentare).In virtù della richiamata normativa, il debitore che avanza con ricorso domanda per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo può domandare al Tribunale, o al Giudice Delegato, l’autorizzazione a sciogliersi da, o a sospendere temporaneamente i, contratti ancora ineseguiti o non compiutamente eseguiti alla data di presentazione del ricorso medesimo; in caso di provvedimento autorizzativo, il Legislatore riconosce al contraente in bonis il diritto ad un indennizzo equivalente al risarcimento del danno subito dall’inadempimento contrattuale del debitore.

Contributo integrale.
Contributo pubblicato su Norme & Tributi Plus.