Uno dei più risalenti contenziosi pendenti in Italia compie un altro passo nella direzione propugnata dallo Studio de André.


Uno dei più risalenti contenziosi pendenti in Italia (dinanzi al Tribunale di Padova dal 1986 al 2016 e ora alla Corte d’appello di Venezia) compie un altro passo nella direzione propugnata dallo Studio De André (con l’avv. A. Talenti, Managing Partner della sede di milanese). La vicenda è complessa e ha avuto via via negli anni un’ampia eco di cronaca (e anche nella saggistica). Un gruppo di piccoli azionisti e di creditori italiani, e alcune società estere, anch’esse socie, hanno nel tempo contestato, ripetutamente e in ogni sede (civile, penale e amministrativa), la vendita delle aziende saccarifere di un noto gruppo saccarifero veneto, effettuata, a loro parere a prezzo vile, dal Commissario nominato ai fini dell’Amministrazione Straordinaria (cosiddetta “Legge Prodi”). Il Tribunale di Padova, in due cause che hanno visto impegnati prestigiosi studi legali, ha respinto le domande di risarcimento dei danni rivolte contro gli acquirenti, espressione di un’ampia convergenza tra gli industriali, i produttori bieticoli e i Ministeri dell’Agricoltura e dell’Industria (ora dello Sviluppo Economico). E’ stato così anche superato un precedente contrario del Tribunale di Roma che aveva condannato quest’ultimo Ministero, in relazione all’operato del Commissario. Una delle due sentenze è stata impugnata dinanzi alla Corte di Venezia, con richiesta della sospensiva, in riferimento all’ammontare assai cospicuo delle spese legali liquidate a carico delle appellanti. Ora, con provvedimento del 5 febbraio 2018, depositato il 27 febbraio, la Corte d’appello ha rigettato il ricorso per la sospensiva, sulla base anche di considerazioni che entrano nel merito della fondatezza dell’appello e che potranno essere rilevanti per il prosieguo.